Pro e contro dell’avere i dread

Pro e contro dell’avere i dread

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Questa lista di pro e contro dell’avere i dread serve principalmente per aiutare potenziali dreadhead indecisi a capire se è la scelta giusta per loro. Ho cercato di dare un’idea completa dei su i pro e contro tipici dei dread, ma i punti che sto per elencare sono in qualche modo relativi alla mia esperienza personale.

Pro e contro dell’avere i dread, video informativo sui dreadlocks

Pro 1: risparmio di tempo

Sentirete molti dreadhead menzionare quanto low-maintenance siano i dread, e non posso che accodarmi. I miei capelli erano già low maintenace prima di farmi i dread, perché ero passata al metodo “no-poo” (vedi articolo sul lavaggio dei dread) ma non mi piaceva mai come mi stavano, e ci perdevo comunque tempo.

Con i dread non serve curare i capelli tutti i giorni, e non serve acconciarli in modo particolare. Non ci si fa la piastra, non ci si mette il balsamo, il gel o la lacca, e giorno dopo giorno i dread hanno sempre un aspetto soddisfacente. La scelta stilistica è se legarli o meno, e a legarli ci si mette un secondo. Per quanto riguarda la routine igienica quello che faccio io è lavarli una o due volte alla settimana con l’acqua calda, massaggiando bene lo scalpo, e una volta ogni 3-4 mesi faccio un lavaggio profondo al bicarbonato (trovi qui le istruzioni). Per come la vedo io, avere i dread significa meno sbattimento.

D’altra parte la manutenzione dei dread porta via del tempo, ma anche qui la decisione è personale: io scelgo di mantenermeli spesso, però c’è da dire che me li mantengo da sola, quindi posso farlo quando, quanto e dove voglio.

Alcuni scelgono di non farsi la manutenzione delle radici, e lasciarseli incolti. È una scelta valida, però ricordate che se un giorno cambiate idea è un casino rimediare ad anni di grovigli. Per un’idea migliore di cosa significhi mantenerli dai un’occhiata a questo video, o visita l’articolo dedicato.

Pro e contro dell'avere i dread
Rifacendo le radici dei miei dread – time lapse

Contro 1: risultati non immediati

Al pro numero 1 corrisponde il contro numero 1. Il cambiamento tra capelli normali e dread è abbastanza radicale e ci vuole un tempo di adattamento che può essere anche lungo. Mi riferisco in parte al cambiamento nelle abitudini legate alla cura dei capelli, che necessariamente sono diverse tra capelli non dreaddati e dreadlocks. Ma soprattutto, mi riferisco ai tempi di maturazione dei dread!

I dread giovani attraversano un periodo di maturazione durante il quale sono un gran casino e cambiano di settimana in settimana, perchè si stanno compattando.

Questo vale per i dread free-form, ma anche per quelli fatti manualmente. Quando sono soffici, pelosetti, creano delle strane pance e la loro forma cambia spesso, sono immaturi; i dread maturi sono quelli compatti e tendenzialmente cilindrici, che hanno smesso di cambiare costantemente. Il tempo di maturazione è soggettivo e va da pochi mesi fino a due anni o più. A 15 mesi di vita i miei sono prevalentemente maturi, ma hanno ancora qualche pezzettino immaturo qua e là.

Possiamo aiutare la loro maturazione usando un po’ di palm-rolling dopo averli lavati, o aggiustandoli con l’uncinetto, ma quello che davvero farà maturare i dread è la pazienza! Devono compattarsi da soli.

Per aiutare la compattazione puoi anche bagnare i dread con acqua e sale, e per le indicazioni precise ti rimando di nuovo all’articolo sulla manutenzione (parte 5, “Consigli extra: acqua salata e lavaggi smart”). Stai lontana/o da prodotti come cere e gel che vengono venduti come prodotti per compattare i dreadlocks.

Il problema della maturazione è puramente estetico e molti non se ne preoccupano. Alcuni neofiti però si spazientiscono, e durante questo periodo si sciolgono i dread. È il caso di Holli, una ragazza americana che ho conosciuto quando si era appena fatta i dread. Appena fatti erano finissimi e cilindrici, ma a distanza di mesi l’ho sentita in chat e si lamentava su quanto orribili fossero diventati. Li descriveva come pieni di “lumps and bumps” e sembrava molto frustrata. Dopo qualche settimana se li è tolti tutti.

A me i lumps and bumps non dispiacciono, amo i miei dread e amo vedere come si comportano nel tempo. Però li sistemo sempre con l’uncinetto, perchè mi piace tenerli ordinati, e poi la sistemazione dei dread è un’auto-coccola molto piacevole!

Pro 2: risparmio di denaro

Assieme al risparmio di tempo c’è un notevole risparmio di denaro. Questo è strettamente relativo alla mia esperienza, perchè non uso shampoo e non mi affido a professionisti per la cura dei miei dread, quindi non spendo praticamente un soldo. I prodotti che uso sono gli uncinetti, il bicarbonato di sodio, l’aceto di mele e il tea tree oil (link su questa pagina). Il tutto costa meno di 20 euro e dura mesi.

Ovviamente i prodotti in vendita per la cura dei dread hanno un costo, quindi se scegli di usare quelli non ci sarà un grande risparmio in confronto alla cura di tutti i giorni dei capelli normali.

Piccola parentesi: in un video ho detto che bisogna stare attenti perchè i dread maker si sovrapprezzo, essendo un servizio di nicchia. Dalle mie ricerche, però, in Italia c’è anche chi si sottoprezza: ho trovato qualcuno che offre un servizio testa completa a 150€. Sappi che è poco, probabilmente è un dread maker agli esordi, che cerca cavie. Se vuoi un buon risultato sii pronta/o a spendere un po’. Oppure aiuta i dread makers agli inizi, rischiando un lavoro fatto non benissimo ma risparmiando.

Contro 2: tingersi diventa complicato

Con i dread, non esiste la tinta senza complicazioni. Questo è un gran punto a sfavore per me, perchè amo i capelli colorati.

Il problema è la difficoltà a far penetrare la tinta nel dread, e la difficoltà a risciacquarla via. Spesso parte della pappettina chimica rimane incastrata nel dread, continuando a rovinarlo per un bel po’ e creando il cosiddetto “accumulo di residui”. L’accumulo di residui è un grande spauracchio per la comunità dreadhead, se non sai cosa sia leggi l’articolo sulla pulizia dei dread. L’accumulo di residui è quello che allunga i tempi di asciugatura dei dread, li espone al rischio di muffe e causa prurito alla testa.

Molta gente si tinge lo stesso, affermando di non avere problemi, ma se ci si tinge spesso i dread prenderanno un aspetto finto e infeltrito.

Mi sono tinta i dread l’anno scorso, e ho ancora delle tracce. Quando mi sono fatta il lavaggio al bicarbonato l’acqua era blu-violacea come la tinta fatta mesi prima che era un mix di rosa e azzurro (era venuto fuori un viola potente). L’argomento “tinta” viene anche trattato nella sezione delle FAQ di questo sito.

Pro 3: può essere una mini-ribellione al conformismo

Una delle cose che più attrae dei dread è lo stile. C’è a chi piace e a chi no, ma in generale i dread hanno un ruolo decisivo nel definire l’immagine di una persona.

Nella nostra società i dread sono ancora considerati “strani”, anche se questo sta cambiando. I dread non sono comunemente accettati come una pettinatura dignitosa, e ci si preoccupa che con i dread non si riesca a trovare lavoro, o si venga discriminati.

In certe situazioni i dread sono abbastanza “conformisti”, ad esempio all’Istituto d’Arte, tra studenti. Oppure tra amanti della musica reggae, o tra gli hippie. Tra persone meno vincolate da formalità, insomma. Però è difficile immaginare un medico o un politico indossare i dread.

I dread piano piano verranno “normalizzati” grazie a artisti, modelli, attori, insegnanti, atleti, e altri personaggi che non appartengono alle categorie tipiche in cui i dread sono la norma, ma che hanno scelto di indossare i dread. Per il momento, però, si può dire che i dread trasmettono ancora il coraggio di esprimere la propria individualità, in una società in cui la libera espressione non è molto apprezzata. Idealmente i dread diventeranno talmente diffusi da non suscitare nessuna reazione particolare ma per adesso sono ancora di nicchia.

Contro 3: stereotipi e discriminazioni

Lo stereotipo “rasta” è forte. La persona con i dread viene chiamata “rasta” e viene dato per scontato che fuma marijuana come se non ci fosse un domani. Il movimento Rastafari non ne è la causa: la causa è un’errata comprensione del credo Rastafariano. La causa è anche l’idea errata che chiunque porti i dread sia “rasta”.

Qui sono estrema, è ovvio che non tutti pensano che la gente con i dread fumi matematicamente marijuana, però essendo la marijuana un tabù in Italia, l’ignoranza attorno all’ argomento è molto forte, così come gli stereotipi.

Pro 4: ci si può dimenticare di tagliarli

Anche questo dipende dalla mia esperienza personale, perchè i miei dread ci mettono un sacco a crescere. Questo punto è legato alla facilità di mantenimento dei dread, e al risparmio di tempo e denaro (che, ripeto, dipende dalle scelte personali riguardo la manutenzione dei dread – i dread maker professionisti hanno un prezzo).

Ci si può tagliare i dread, se si vuole, e alcuni scelgono di lasciare il taglio netto, mentre altri se li sfilacciano alla fine e tagliuzzano attorno in modo da creare una “punta” effetto naturale. Se ti piacciono i dread che finiscono rotondi piega la punta su se stessa, fermala con il palm-rolling e compattala con l’uncinetto.

Contro 4: se sono molto lunghi pesano

Tutti i capelli che finiscono il loro ciclo vitale non possono cadere. Rimangono dreaddati assieme a quelli ancora attaccati alla testa. A lungo andare questo si traduce in un bel peso, e molti dreadhead con i capelli molto lunghi se ne lamentano. Molti scelgono di accorciarseli per questo motivo, perché la testa pesa troppo!

Questa non è una mia esperienza personale, ma è una cosa che ho sentito da tutti i dreadhead con i capelli molto lunghi che ho conosciuto.

Ho sentito però persone con i dread non più lunghi dei miei lamentarsi del peso. Certo, forse hanno più capelli di me, ma per logica la presenza di accumulo di residui incide sul peso, quindi credo usassero gli shampoo sbagliati.

Ricordo uno di loro in particolare ammettere che le sue abitudini igieniche non erano cambiate da prima di avere i dread e gli shampoo che usava erano sempre gli stessi. Però questo è un rischio, infatti lo shampoo normale garantisce l’accumulo dei residui di shampoo, che si vanno a impastare con polveri catturate durante la vita di tutti i giorni. Molti dreadhead non praticano il lavaggio profondo, che contrasta l’accumulo di residui. Per cui sono sempre più convinta che sì, i capelli in sé pesano, ma l’accumulo di residui gioca un ruolo importante.

Pro 5: è una decisione reversibile (contrariamente a quel che si pensa)

Non tutti lo sanno, ma è possibile ritornare ad avere capelli normali, senza doversi rasare.

C’è parecchia gente che se li è disfati uno a uno. Un esempio è Elise, ex dreadhead danese, che l’ha fatto mi pare un paio di volte. E anche Holli, una YouTuber americana che avevo conosciuto quando aveva i dread, e che ha scoperto che i dread non erano per lei. Se cercate su internet “combing out dreadlocks” o “brushing out dreadlocks” trovate una lista infinita di gente che l’ha fatto.

Contro 5: piccoli problemi fastidiosi

Problemi fastidiosi di tutti i giorni: i dread che rimangono presi nella portiera, o nell’ombrello, o che si appiccicano al velcro e bisogna strapparli via. Inoltre, per indossare caschi e cappelli bisogna scegliere taglie grandi, perchè i dread aumentano il volume della testa, soprattutto se ci rifacciamo spesso le radici.

Però ci sono anche alcuni mini-benefici, as esempio, cosa che adoro: la mia doccia non si intasa mai! Niente più trecce di Raperonzolo da sfilare dallo scarico!


Questa era la mia lista di pro e contro dell’avere i dread. Grazie per la lettura! Se ti è piaciuta condividila, iscriviti al canale YouTube o seguimi su Instagram.

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